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venerdì 7 novembre 2025

If, brano dei Pink Floyd. Testo e traduzione

If, Pink Floyd, 1970


Uno dei testi più poetici del mitico gruppo musicale.

lunedì 3 giugno 2024

Angie, la canzone dei Rolling Stones dal significato controverso

Angie dei Rolling Stones è una ballata ricca di ambiguità e interpretazioni, che ha alimentato numerose teorie sul suo vero significato.


Ecco alcuni dei temi chiave che emergono dal testo:

La fine di un amore: La canzone narra la disintegrazione di una relazione, con versi che descrivono un amore ormai logoro e pieno di rimpianti ("Non riesco a ricordare come abbiamo iniziato / E non riesco a ricordare come sia finita").

venerdì 27 gennaio 2023

Che sarà - Video e Testo

 Che sarà è una canzone scritta da Jimmy Fontana, Franco Migliacci, Carlo Pes e Italo Greco.

Il brano fu presentato al Festival di Sanremo 1971, dove si classificò secondo, nell'interpretazione di José Feliciano in abbinamento ai Ricchi e Poveri.

Ecco il testo:

Paese mio che stai sulla collina

Disteso come un vecchio addormentato

La noia, l'abbandono, niente

Solo la tua malattia

Paese mio ti lascio, io vado via

Che sarà, che sarà, che sarà

Che sarà della mia vita chi lo sa?

So far tutto o forse niente

Da domani si vedrà

E sarà, sarà quel che sarà!

 

Amore mio, ti bacio sulla bocca

Che fu la fonte del mio primo amore

Ti do l'appuntamento

Come e quando non lo so

Ma so soltanto che ritornerò

Che sarà, che sarà, che sarà

Che sarà della mia vita chi lo sa?

Come porto la chitarra

Se la notte piangerò

Una nenia di paese suonerò

 

Gli amici miei son quasi tutti via

E gli altri partiranno dopo me

Peccato! Perché stavo bene

In loro compagnia

Ma tutto passa e tutto se ne va!

Che sarà, che sarà, che sarà

Che sarà della mia vita chi lo sa?

So far tutto o forse niente

Da domani si vedrà

Che sarà, che sarà, sarà quel che sarà!

Che sarà, che sarà, che sarà

Che sarà della mia vita chi lo sa?

So far tutto o forse niente

Da domani si vedrà

Che sarà, sarà quel che sarà!

Che sarà, che sarà, che sarà

Che sarà della mia vita chi lo sa?

So far tutto o forse niente

Da domani si vedrà

Che sarà, sarà quel che sarà!

Che sarà, sarà


 

venerdì 23 marzo 2012

"Il Piave mormorò..." [testo]

La Leggenda del Piave (Canzone del Piave). Di Ermete Giovanni Gaeta (noto con lo pseudonimo di E.A. Mario), cantata dal tenore Giovanni Martinelli nel 1918.
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"

Ma in una notte triste si parlò di tradimento***
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"

E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', o straniero!"

Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!

***La prima versione della canzone fa riferimento alla parola "tradimento" in quanto inizialmente, davanti alla pesantissima sconfitta di Caporetto, si pensò che alcune unità a difesa della valle di Plezzo avessero disertato. Solo dopo si scoprì che tali unità furono decimate dai bombardamenti di gas tossici nemici.
Di conseguenza la nuova versione della strofa recita:

"Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciare il tetto;
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti."

mercoledì 2 febbraio 2011

La marcia dei diritti dei bambini

Scarica la canzone:
 http://www.lamiascuola.altervista.org/2009-2010/potenziamento/lamarciadeidiritti.mp3
(clicca sul tasto destro del mouse e poi su "salva oggetto con nome")


e segui il testo:

     La marcia dei diritti      
Un-due, un-due, un-due, un-due.
È la marcia dei diritti dei bambini.
Della Carta dei Diritti dei bambini
Marsch!

Ho aperto un libricino ed ho letto che un bambino da mangiare, non ce l'ha. E c'è chi non ha da bere con il rischio di morire: senza acqua come fa? Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo.

Ho sfogliato bene bene quelle foto di bambine invecchiate dal lavoro. E di quelli senza un tetto e di quelli senza affetto senza un poco di decoro.

Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti l'ha spiegato la maestra.
C'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. 
Tutti i capi delle nazioni hanno fatto le riunioni hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini Allora perché?
Allora perché?

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Dall'archivio di ClasseMista