Il cartiglio (chiamato in egizio shenu) è un simbolo a forma di ovale allungato con una linea retta alla base, usato nell'Antico Egitto per racchiudere e proteggere i nomi dei faraoni.
Cos'è e cosa simboleggia un cartiglio egizio
La forma: Deriva dal geroglifico shen (dal verbo shni, che significa "circondare") ed è la rappresentazione di una corda magica annodata.
Il significato: Simboleggiava l'eternità, il ciclo del sole e il dominio del re su tutto ciò che l'astro solare illuminava. Il nodo serviva ad "assicurare" e proteggere per sempre il nome del sovrano da ogni forza maligna.
Cosa conteneva: All'interno venivano scritti solitamente gli ultimi due dei cinque titoli ufficiali del faraone (il nome di ascesa al trono e il nome "Figlio di Ra"). Per gli antichi egizi, il nome era parte integrante dell'anima: proteggerlo nel cartiglio garantiva l'immortalità.
Storia e curiosità
Origine: È attestato a partire dalla fine della III dinastia (circa ai tempi della piramide di Djoser).
Il nome moderno: Il termine "cartiglio" fu coniato dai soldati francesi durante la campagna napoleonica in Egitto (1798-1801), perché la forma ricordava loro i cartocci delle munizioni dei fucili.
Decifrazione: I cartigli furono la chiave che permise a Jean-François Champollion nel 1808 di iniziare a decifrare i geroglifici, confrontando i nomi reali sulla Stele di Rosetta.
Esempi celebri: Esempi famosi sono visibili nei grandi musei, come quelli conservati al Museo Egizio di Torino.
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