La grande corsa dei prodotti (prima delle strade): le vie di comunicazione tradizionali e il commercio.
Immaginate di dover trasportare merci, cibo e merci preziose oltre le Alpi senza camion, senza treni e senza strade asfaltate.
Come si faceva?Per millenni, la risposta è stata una sola: i valichi e i sentieri di crinale.
Prima che i Savoia realizzassero una vera strada sul Colle di Tenda nell'Ottocento (e prima ancora dello scavo della galleria che rese il valico percorribile tutto l'anno), le comunità del fiume Roia e delle valli circostanti comunicavano con il mondo usando ardue mulattiere. I passaggi chiave si chiamavano Marcantour, Marguareis, Turinì, Collardente o Langan.
Lungo la costa, invece, correva un'arteria leggendaria. Già prima dell'arrivo dei Romani, la striscia di terra tra le rocce e il mare era percorsa da una via antica, nota come Via Eraclea, che collegava idealmente Piacenza a Marsiglia.
Poi arrivò Roma: nel 109 a.C. il console Marco Emilio Scauro la rimise a nuovo (diventando la Via Aemilia Scauri), e più tardi l'imperatore Augusto la trasformò nella celebre Via Julia Augusta, scavalcando la Turbia per raggiungere Nizza.
Era lungo queste mulattiere strette e questi sentieri impervi che viaggiavano l'olio, il vino e il grano: rotte commerciali faticose che hanno plasmato il carattere tondo e resiliente della gente di Riviera.
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