Vernante è diventato "il paese di Pinocchio" per onorare il legame con Attilio Mussino, considerato il più importante illustratore del capolavoro di Collodi.
Ecco la storia che ha trasformato questo borgo della Valle Vermenagna in un libro a cielo aperto:
1. Il legame con Attilio Mussino
Mussino, soprannominato "lo zio di Pinocchio", fu il primo a illustrare il libro a colori nel 1911, creando l'immaginario visivo del burattino che tutti conosciamo. Dopo aver perso il figlio in guerra e la prima moglie, l'artista si trasferì a Vernante (paese d'origine della sua seconda moglie) dove trascorse gli ultimi anni della sua vita fino al 1954.
2. L'iniziativa di "Carlet" e "Meo"
L'idea dei murales non è antica, ma risale al 1989. Due cittadini di Vernante, Bruno Carletto (detto Carlet, allora postino del paese) e Bartolomeo Cavallera (detto Meo), decisero di rendere omaggio all'illustratore.
- Carlet si occupava di riprodurre i disegni originali di Mussino in scala.
- Meo si occupava della colorazione.
Il primo murales fu realizzato sulla facciata di una casa in via Umberto I. Da allora, l'iniziativa ha avuto un successo tale che i disegni si sono moltiplicati esponenzialmente.
3. I numeri di un borgo magico
Oggi passeggiare per Vernante significa seguire la trama del libro attraverso le sue strade:
- Ci sono oltre 150 murales che decorano case, porte e finestre.
- Le scene sono rigorosamente tratte dalle illustrazioni di Mussino del 1911.
- Oltre ai dipinti, il paese ospita un museo dedicato a Mussino, dove sono conservati i suoi bozzetti originali e la prima edizione illustrata del libro.
Se ti capita di visitarlo, vedrai che non si tratta solo di decorazioni: i murales sono numerati e seguono l'ordine cronologico della storia di Collodi, permettendoti di "leggere" il racconto camminando per il centro storico.
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