venerdì 20 febbraio 2026

L'Ultimo Inganno: La Freccia del Parto


Dalle steppe asiatiche alla disfatta di Carre: storia di una tattica micidiale e della rovina di Crasso.


Nel linguaggio comune, l’espressione "freccia del Parto" evoca l’immagine di una disputa verbale in cui uno dei contendenti, proprio nel momento in cui sembra battere in ritirata volgendo le spalle all’avversario, sferra un’ultima, velenosa offesa. È il colpo di coda che lascia l’interlocutore ammutolito, colto di sorpresa mentre già pregustava una vittoria ormai certa. Eppure, dietro questa metafora quotidiana, si cela una delle realtà militari più letali dell’antichità, capace di arrestare l’inarrestabile avanzata delle legioni di Roma.

L’incubo di Roma: i cavalieri delle steppe
Tra il 250 a.C. e il 230 d.C., l’Impero dei Parti, guidato dalla dinastia degli Arsacidi, rappresentò un argine insuperabile per l’espansione romana in Oriente. Il loro dominio, che abbracciava l’Iran, la Media e la Babilonia, si fondava su una macchina bellica radicalmente diversa da quella occidentale. I generali romani, abituati alla solidità del manipolo e della coorte, si trovarono spiazzati di fronte alla mobilità della cavalleria iranica.

L'esercito dei Parti era diviso in due componenti fondamentali. Da una parte i "catafratti", la cavalleria pesante: guerrieri e cavalli erano interamente protetti da scaglie di metallo, formando una massa d'urto contro cui i giavellotti romani si accartocciavano inutilmente. Dall’altra, i cavalleggeri leggeri, montati su destrieri addestrati a rispondere ai comandi impartiti con i soli talloni. Questo dettaglio tecnico era cruciale: lasciando le mani libere al cavaliere, gli permetteva di maneggiare l’arco con una maestria sovrumana.

Il segreto tecnologico: l’arco composito
Il cardine della loro strategia era la "finta fuga". Quando i Romani credevano di aver sbaragliato il nemico e si lanciavano all'inseguimento, i cavalieri Parti si voltavano sulla sella e, continuando a galoppare, scagliavano frecce micidiali contro gli inseguitori. Questa era la vera "freccia del Parto".

Lo strumento di questa distruzione era un arco composito sofisticatissimo, formato da due pezzi racchiusi in un cilindro di cuoio e stoffa. Questa struttura permetteva una tensione meccanica immensamente superiore a quella degli archi occidentali, garantendo una gittata e una forza di penetrazione mortale a distanze doppie rispetto alla norma. Tale tecnologia fu così efficace da ispirare secoli dopo le conquiste di Gengis Khan e da affascinare persino Napoleone Bonaparte.

La tragedia di Crasso: presagi e caduta
La storia dei Parti si intreccia indelebilmente con la figura di Marco Licinio Crasso, il triumviro che nel 53 a.C. cercò in Oriente la gloria militare che gli mancava rispetto a Cesare e Pompeo. Nonostante gli avvertimenti di Cicerone e la diffidenza dei colleghi, Crasso si spinse nelle aride pianure della Mesopotamia, ignorando una serie di presagi nefasti che avrebbero fatto tremare qualunque romano superstizioso.

Dalle lenticchie (cibo funebre) distribuite alle truppe, al mantello nero indossato per errore il giorno della battaglia, tutto annunciava il disastro. Il 9 giugno, a Carre, le legioni furono decimate. Prima di essere ucciso, Crasso dovette subire l'orrore di vedere la testa del figlio Publio issata su una lancia nemica.

La fine del triumviro divenne leggenda nera: si narra che il generale vincitore Surena inviò la sua testa al re Orode, il quale la utilizzò come macabro arredo durante una rappresentazione teatrale delle Baccanti di Euripide. Altri raccontano che, per schernire la sua leggendaria avidità, i Parti versarono dell'oro fuso nella sua bocca. Quell'oro, simbolo della sua ambizione, divenne il sigillo definitivo di una disfatta nata da una freccia scoccata voltando le spalle.

__________
Posted by :



Nessun commento:

Posta un commento

Puoi scrivere tutto quello che ti passa per la mente, ma usa un linguaggio corretto e non offendere nessuno.
Se non possiedi un profilo, puoi anche inviare un messaggio come "Anonimo", ma firma sempre col tuo nome.

I commenti inadeguati non saranno pubblicati, ma stai attento: il sistema registra SEMPRE il tuo indirizzo IP, perciò sei sempre riconoscibile!

thumbs

Dall'archivio di ClasseMista