domenica 18 gennaio 2026

Garibaldi

Garibaldi: L'Eroe dei Due Mondi e l'Unità d'Italia

Target: Biennio (Scuola Superiore)

Garibaldi: L'Eroe dei Due Mondi e l'Unità d'Italia
Introduzione: Giuseppe Garibaldi, noto come l'Eroe dei Due Mondi, fu una delle figure più carismatiche e determinanti del Risorgimento italiano. La sua vita avventurosa, spesa tra battaglie per la libertà in Sud America e le decisive campagne per l'unità d'Italia, lo rese un simbolo vivente degli ideali rivoluzionari e patriottici. Questa lezione esplorerà il contesto geopolitico dell'Italia pre-unitaria, le sue azioni più significative e l'eredità che ha lasciato alla nazione italiana, analizzando il suo ruolo nella creazione di uno Stato unitario in un'epoca di grandi trasformazioni politiche e sociali in Europa.

Approfondimento

Cause e Antefatti

Nel XIX secolo, l'Italia era un mosaico di stati e regni, molti dei quali sotto l'influenza o il diretto controllo di potenze straniere come l'Impero Austriaco. Il desiderio di unificazione nazionale, alimentato dagli ideali romantici e liberali emersi dalla Rivoluzione Francese e dall'età napoleonica, crebbe tra gli intellettuali e le classi borghesi. Movimenti come la Carboneria e successivamente la Giovine Italia di Giuseppe Mazzini diffusero l'idea di un'Italia 'una, libera e indipendente'. In questo contesto, Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza nel 1807, iniziò la sua formazione militare e politica, aderendo alla Giovine Italia. Costretto all'esilio dopo i falliti moti del 1834, si recò in Sud America dove combatté per l'indipendenza di stati come il Rio Grande do Sul e l'Uruguay, guadagnandosi il soprannome di 'Eroe dei Due Mondi' grazie alle sue eccezionali doti militari e alla sua dedizione alla causa della libertà.

Svolgimento ed Eventi Chiave

Il rientro di Garibaldi in Italia nel 1848 coincise con la Prima Guerra d'Indipendenza, dove partecipò alla difesa della Repubblica Romana. Dopo la caduta della Repubblica, dovette nuovamente fuggire. La sua azione più celebre è senza dubbio la Spedizione dei Mille del 1860. Partito da Quarto con circa un migliaio di volontari, i 'Camicie Rosse', sbarcò a Marsala in Sicilia. Con una serie di vittorie sorprendenti contro l'esercito borbonico, come a Calatafimi e Milazzo, riuscì a conquistare l'isola. Successivamente, attraversò lo Stretto di Messina e risalì la penisola, prendendo Napoli. L'avanzata di Garibaldi, popolare tra le masse del Sud, mise in discussione l'assetto politico previsto da Cavour, che temeva un'espansione eccessiva della rivoluzione. L'incontro di Teano con Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, segnò la consegna dei territori conquistati alla monarchia sabauda e il compimento di gran parte dell'unità italiana.

Conseguenze a Breve e Lungo Termine

A breve termine, l'impresa garibaldina e l'annessione del Sud Italia al Regno di Sardegna portarono alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Tuttavia, l'unificazione fu più un'annessione che una fusione, con il Nord che impose le sue leggi e istituzioni al Sud. Ciò generò profonde difficoltà di integrazione e diede origine alla 'questione meridionale', un complesso di problemi economici, sociali e culturali che afflissero il Sud per decenni. Garibaldi, pur deluso da alcune scelte politiche post-unitarie, continuò a lottare per il completamento dell'unità, tentando di conquistare Roma (ancora sotto il Papa e protetta dai francesi) nelle spedizioni del 1862 (Aspromonte) e 1867 (Mentana), senza successo. La sua figura rimase un punto di riferimento per i movimenti democratici e repubblicani. A lungo termine, Garibaldi divenne un'icona nazionale e internazionale di libertà e patriottismo, un esempio di coraggio e dedizione alla causa. La sua epopea contribuì a creare un senso di identità nazionale e a ispirare generazioni di italiani, nonostante le contraddizioni e le sfide del nuovo Stato.

Cronologia

  • 1807: Nasce a Nizza (allora parte del Regno di Sardegna) Giuseppe Garibaldi.
  • 1834: Fugge dall'Italia per evitare l'arresto a causa della sua partecipazione ai moti mazziniani. Inizia l'esilio in Sud America.
  • 1848: Rientra in Italia per partecipare alla Prima Guerra d'Indipendenza e alla difesa della Repubblica Romana.
  • 1859: Comanda i Cacciatori delle Alpi nella Seconda Guerra d'Indipendenza.
  • 1860: Spedizione dei Mille e conquista del Regno delle Due Sicilie. Incontro di Teano con Vittorio Emanuele II.
  • 1861: Proclamazione del Regno d'Italia. Garibaldi si ritira a Caprera.
  • 1862: Tentativo di marcia su Roma, fermato ad Aspromonte dall'esercito italiano.
  • 1866: Partecipa alla Terza Guerra d'Indipendenza, comandando i volontari in Trentino.
  • 1867: Nuovo tentativo di prendere Roma, sconfitto a Mentana dalle truppe francesi e pontificie.
  • 1882: Muore a Caprera.

Documenti e Fonti

Proclama di Salemi (14 maggio 1860) Proclama

Siciliani! Io vi ho condotti in una sacra impresa, quella di liberare la vostra patria. Il governo borbonico, violatore di ogni diritto, ha oppresso questa nobile terra. La Sicilia è ora libera di scegliere il proprio destino. Vittorio Emanuele, il re leale, ha accettato la nostra dedizione. Sia la vostra fede in lui e nel nostro patto di sangue a guidarvi. Alla guerra, Siciliani! Alla guerra, patrioti! Il sangue dei nostri martiri non sia versato invano. Viva l'Italia, viva Vittorio Emanuele!

Analisi: Questo proclama, emesso da Garibaldi dopo lo sbarco a Marsala e le prime vittorie, è un documento fondamentale per comprendere la strategia politica e militare della Spedizione dei Mille. Garibaldi si presenta come liberatore della Sicilia dall'oppressione borbonica e, astutamente, dichiara la sua fedeltà a Vittorio Emanuele II. Questo gesto serviva a rassicurare le potenze europee e la monarchia sabauda sul carattere non repubblicano della spedizione, facilitandone l'accettazione e l'appoggio indiretto. Il testo evidenzia anche il suo carisma e la sua capacità di mobilitare le masse popolari.

Memorie di Giuseppe Garibaldi (pubblicate postume) Memorie autobiografiche

Eravamo in pochi, ma animati da una fede incrollabile. Il mare ci accolse, placido messaggero di libertà, e la terra di Sicilia ci salutò con l'entusiasmo dei suoi figli, stanchi di secoli di servitù. I primi scontri furono duri, ma la nostra bandiera, quella dell'Italia unita, ci diede la forza di superare ogni ostacolo. Ogni passo avanti era un monito ai tiranni, un inno alla nazione che stava per sorgere. Non eravamo briganti, come ci chiamavano i nostri nemici, ma gli araldi di un'idea, di un futuro di libertà e giustizia per tutti gli italiani.

Analisi: Questo estratto dalle memorie di Garibaldi offre una prospettiva personale e idealizzata della Spedizione dei Mille. Sottolinea la determinazione e la motivazione morale dei volontari ('fede incrollabile'), contrastando l'immagine negativa diffusa dai suoi detrattori. La descrizione emotiva dello sbarco e degli scontri iniziali serve a rafforzare l'idea di una missione sacra e inevitabile. È un esempio del linguaggio appassionato che Garibaldi usava per ispirare e giustificare le sue azioni, presentandosi come un instancabile combattente per la libertà e l'unità italiana.

Verifica

  1. Quale soprannome è comunemente associato a Giuseppe Garibaldi?
    Risposta corretta: L'Eroe dei Due Mondi
  2. Da quale città partì la Spedizione dei Mille nel 1860?
    Risposta corretta: Quarto
  3. Con quale sovrano italiano Garibaldi si incontrò a Teano per consegnargli i territori conquistati?
    Risposta corretta: Vittorio Emanuele II
  4. Quale fu il colore distintivo delle camicie indossate dai volontari di Garibaldi?
    Risposta corretta: Rosso
  5. Quale fu una delle conseguenze a lungo termine dell'unificazione per il Sud Italia?
    Risposta corretta: L'insorgere della 'questione meridionale' a causa delle difficoltà di integrazione

Esercizi

Base:

  • Descrivi brevemente chi era Giuseppe Garibaldi e perché è considerato un personaggio importante del Risorgimento.
  • Elenca almeno tre eventi chiave della vita di Garibaldi che ritieni più significativi.
  • Qual era lo scopo principale della Spedizione dei Mille?

Intermedio:

  • Spiega il significato del soprannome 'Eroe dei Due Mondi', riferendoti alle esperienze di Garibaldi.
  • Analizza le ragioni per cui Garibaldi, pur essendo un repubblicano convinto, scelse di consegnare i territori conquistati a Vittorio Emanuele II.
  • Confronta le aspettative dei garibaldini con la realtà post-unitaria, in particolare per quanto riguarda la 'questione meridionale'.

Avanzato:

  • Discuti criticamente la figura di Garibaldi: fu un liberatore disinteressato o un condottiero con ambizioni politiche? Argomenta la tua risposta basandoti sulle fonti e sul contesto storico.
  • Immagina di essere un giornalista dell'epoca e scrivi un breve articolo (200-250 parole) sulla Spedizione dei Mille, scegliendo se supportare o criticare l'impresa garibaldina, basandoti sulle informazioni fornite nella lezione.
  • Analizza come la figura di Garibaldi sia stata utilizzata e reinterpretata nel corso della storia italiana, da simbolo rivoluzionario a icona nazionale, considerando anche le sue contraddizioni.

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