Il sito archeologico si trova nell'antica città macedone di Mieza, nella regione di Imathia
Da grande appassionato di storia e archeologia, ci sono notizie che mi fanno letteralmente battere il cuore, e quella arrivata dal nord della Grecia è una di quelle scoperte straordinarie che ci riportano indietro di oltre 2.300 anni.
Il sito archeologico si trova nell'antica città macedone di Mieza, nella regione di Imathia. L’archeologa Angelikí Kottaridi, responsabile degli scavi, ne è del tutto certa: si tratta del "collegio d'élite" fondato dal re Filippo II (sovrano dal 359 al 336 a.C.) per educare i figli delle famiglie più importanti della Macedonia, preparandoli sia alla vita pubblica sia alla guerra.
Pensate che il complesso si estende per circa tre ettari e comprendeva sale per banchetti, spazi per l'attività fisica, uno stadio, una pista coperta per la corsa e aule di insegnamento con banchi in pietra. Tra i reperti emersi ci sono monete, ceramiche e persino quattro stili, gli strumenti di bronzo o osso usati dagli studenti dell'epoca per scrivere sulle tavolette di cera!
Come ci racconta Plutarco nelle sue Vite parallele, Alessandro fu allievo di Aristotele tra i 13 e i 16 anni. Qui il filosofo gli insegnò etica, politica, letteratura, scienze naturali e cultura greca, senza trascurare la tattica e la strategia militare. Un'educazione a tutto tondo che portò il giovane macedone, a soli 18 anni (nel 338 a.C.), a guidare la cavalleria nella vittoria di Cheronea contro Atene e Tebe, prima di salire al trono a vent'anni e conquistare un impero dalla Grecia fino all'India.
Immaginare il futuro "Conquistatore" seduto su quei banchi di pietra a Mieza, con uno stilo in mano ad ascoltare lezioni di etica e strategia da Aristotele, è qualcosa che mi dà i brividi. L'archeologia continua regolarmente a regalarci porte aperte verso il passato!
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