domenica 25 marzo 2012
venerdì 23 marzo 2012
Le mondine: "Se otto ore vi sembran poche..."
provate voi a lavorare
e sentirete la differenza
di lavorar e di comandar.
La sconfitta di Caporetto, video
Prima guerra mondiale, l'Italia combatte a Caporetto. Gli esiti della battaglia sono disastrosi.
"Il Piave mormorò..." [testo]
La Leggenda del Piave (Canzone del Piave). Di Ermete Giovanni Gaeta (noto con lo pseudonimo di E.A. Mario), cantata dal tenore Giovanni Martinelli nel 1918.
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di tradimento***
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l'onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame volea sfogare tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', o straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
Sul patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!
***La prima versione della canzone fa riferimento alla parola "tradimento" in quanto inizialmente, davanti alla pesantissima sconfitta di Caporetto, si pensò che alcune unità a difesa della valle di Plezzo avessero disertato. Solo dopo si scoprì che tali unità furono decimate dai bombardamenti di gas tossici nemici.
Di conseguenza la nuova versione della strofa recita:
"Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciare il tetto;
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti."
Ungaretti legge "Fratelli"
Giuseppe Ungaretti è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano. La sua poesia "Fratelli", è un accorato appello alla pace, in ogni tempo e in ogni luogo.
Giuseppe Ungaretti legge la sua poesia "Fratelli" scritta al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, e si scaglia contro tutte le guerre e le forme vecchie e nuove di imperialismo.
Giuseppe Ungaretti (Alessandria d'Egitto, 8 febbraio 1888[1] – Milano, 1º giugno 1970) è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano.
È stato uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo.
La sua poesia, inizialmente influenzata dal simbolismo francese, fu caratterizzata nei primi tempi da componimenti brevissimi, costituiti da poche parole essenziali e da analogie a volte ardite, compresi principalmente nella raccolta L'Allegria (1919); passò poi a lavori più complessi e articolati dal contenuto concettualmente difficile.
Una terza fase della sua evoluzione poetica, segnata dal dolore per la perdita prematura del figlio, ha compreso opere meditative dall'intensa riflessione sul destino umano.
Negli ultimi anni le sue poesie furono specchio della saggezza, ma anche del distacco e della tristezza dell'età avanzata. È stato inoltre considerato da alcuni critici come anticipatore dell'ermetismo.
L'inizio della Prima Guerra Mondiale
In questo breve video Alberto Angela descrive le prime fasi della Grande Guerra: dall'omicidio dell'arciduca Francesco Ferdinando, avvenuto a Sarajevo il 28 giugno 1914, fino all'ingresso in guerra dell'Italia dopo il Patto di Londra.
mercoledì 21 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Comprensione del testo: la nostra privacy sul web
Un facile esercizio di comprensione del testo sull'argomento "privacy e web".
![]() |
| Photo by Alexander Sinn on Unsplash |
Privacy
Riempi gli spazi vuoti!
Riempi gli spazi vuoti, poi premi "Verifica" per testare le tue risposte.
Etichette:
cloze,
comprensione del testo,
Italiano,
privacy,
quiz,
scuola media,
test,
web
Iscriviti a:
Post (Atom)




