I FRATELLI GRACCHI
I fratelli Gracchi, Tiberio e Gaio, rappresentano due tra le figure più emblematiche e tragiche della storia della Repubblica Romana. Vissuti nel II secolo a.C., i due fratelli appartennero alla nobiltà, ma il loro nome è indissolubilmente legato alla lotta per i diritti dei cittadini più poveri.
La loro storia si svolge in un periodo di grandi cambiamenti: Roma aveva vinto le guerre contro Cartagine e stava diventando la potenza egemone del Mediterraneo, ma questa espansione aveva creato gravi squilibri interni. Molti piccoli agricoltori, che formavano il cuore dell'esercito romano, erano tornati dalle guerre trovando le loro fattorie abbandonate o vendute. Nel frattempo, i senatori e i ricchi proprietari avevano accumulato enormi distese di terreno, i latifondi, coltivati da migliaia di schiavi catturati durante le conquiste. Questo creò una massa di cittadini disoccupati e poveri che si rifugiavano a Roma in cerca di aiuto.
Tiberio Gracco, il maggiore, fu eletto tribuno della plebe nel 133 a.C. Egli comprese che senza una classe di piccoli proprietari terrieri, la stabilità sociale e militare di Roma era a rischio. Propose la Lex Sempronia Agraria, che limitava la quantità di terreno pubblico che un singolo cittadino poteva possedere. La terra recuperata doveva essere distribuita ai cittadini nullatenenti. Questa proposta scatenò l'ira del Senato. I senatori vedevano la riforma come un attacco alle loro ricchezze e al loro potere. Durante un'assemblea elettorale, scoppiarono violenti scontri e Tiberio fu assassinato dai suoi avversari politici.
Circa dieci anni dopo, nel 123 a.C., suo fratello Gaio Gracco fu eletto alla stessa carica. Gaio era un oratore ancora più abile e la sua strategia fu più ampia. Egli capì che per vincere contro il Senato doveva creare una vasta coalizione. Oltre alla riforma agraria, introdusse la Lex Frumentaria, che garantiva grano a basso prezzo per il popolo di Roma. Propose anche di dare la cittadinanza romana ai popoli italici alleati, un'idea molto avanzata per l'epoca. Tuttavia, anche Gaio si scontrò con l'opposizione violenta degli aristocratici. Dichiarato nemico pubblico, Gaio morì nel 121 a.C. durante gli scontri armati che seguirono sul colle Aventino.
La fine dei Gracchi segnò un punto di non ritorno per la politica romana. Il sistema repubblicano smise di essere un confronto basato sulla legge e divenne una lotta brutale basata sulla forza delle armi. I Gracchi avevano sollevato problemi fondamentali che non furono risolti pacificamente, portando Roma verso un secolo di guerre civili che si conclusero solo con la fine della Repubblica e la nascita dell'Impero. La loro eredità rimane quella di politici che cercarono di riformare lo Stato per renderlo più giusto, pagando con la vita il loro impegno per il popolo.
📝 Quiz di Comprensione
1. In quale secolo vissero i fratelli Gracchi?
2. Quale carica politica ricoprirono entrambi i fratelli?
3. Cosa erano i 'latifondi'?
4. Qual era l'obiettivo principale della Lex Sempronia Agraria?
5. Perché il Senato si opponeva a Tiberio Gracco?
6. Quale legge fu introdotta da Gaio Gracco per aiutare il popolo a comprare cibo?
7. Cosa propose Gaio Gracco riguardo agli alleati italici?
8. Come morì Tiberio Gracco?
9. Dove avvennero gli scontri finali che portarono alla morte di Gaio Gracco?
10. Quale fu la conseguenza principale della fine dei Gracchi?
PER I PIÙ BRAVI
Domande a risposta aperta. Ricopiale sul tuo quaderno e rispondi.
- Spiega perché la riforma agraria di Tiberio Gracco era considerata così importante per i cittadini romani più poveri e per la stabilità dell'esercito.
- In che modo Gaio Gracco cercò di ottenere il sostegno di diversi gruppi sociali, oltre ai contadini, per rafforzare la sua posizione politica?
- Spiega come mai l'opposizione del Senato ai fratelli Gracchi trasformò la vita politica di Roma in una lotta basata sulla violenza.
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