venerdì 30 gennaio 2026

Europa: i giovani italiani sono gli ultimi ad andare via di casa

L'Autonomia Giovanile in Italia: Un Traguardo Negato. Analisi di un'emergenza sociale tra precarietà economica e divario europeo.

Il crescente ritardo dei giovani italiani nel lasciare la casa genitoriale, evidenzia come l'indipendenza abitativa sia passata da tappa naturale della crescita a vero e proprio privilegio economico, con gravi ripercussioni sul sistema Paese.

Il primato negativo dell'Italia in Europa Secondo i dati Eurostat del 2025, l'Italia detiene il valore più alto dell'Unione Europea per quanto riguarda l'età media in cui si lascia la famiglia d'origine, che ha ormai raggiunto i 30,1 anni. Questo dato pone il nostro Paese in fondo alla classifica continentale, evidenziando un divario netto rispetto ai modelli del Nord Europa. In Finlandia, Danimarca, Svezia e Norvegia, infatti, l'autonomia viene raggiunta tra i 21 e i 22 anni, mentre anche in grandi nazioni come Francia e Germania l'uscita da casa avviene mediamente prima dei 24 anni.

Il confronto con i Paesi dell'Est e il ritardo strutturale Il divario italiano appare marcato anche nei confronti dei Paesi dell'Est Europa. Sebbene in Romania (27,3 anni), Bulgaria (28,2) e Slovenia (28,9) l'uscita sia più tardiva rispetto al Nord, i giovani di queste nazioni raggiungono comunque l'indipendenza prima dei coetanei italiani. L'Italia resta dunque il "fanalino di coda", accumulando un ritardo di oltre otto anni rispetto ai modelli scandinavi e di circa 4-5 anni rispetto alle altre principali potenze europee.

Le cause economiche dell'immobilità Lungi dall'essere una scelta culturale o una semplice abitudine familiare, la permanenza prolungata in famiglia è il risultato di una vera e propria costrizione economica. I giovani si scontrano con un mercato del lavoro caratterizzato da stipendi bassi e precarietà, a cui si aggiunge un costo degli affitti ormai fuori controllo. In molte città, il canone per una singola stanza può arrivare a superare la metà dello stipendio medio di un giovane lavoratore. A peggiorare il quadro contribuisce la scarsità di politiche pubbliche volte a favorire l'autonomia abitativa.

Una generazione sospesa e la fragilità del sistema La conseguenza di questa situazione è la nascita di una "generazione sospesa": individui che sono adulti dal punto di vista anagrafico e formale, ma che restano bloccati materialmente. Questa mancanza di autonomia ha un effetto a catena sulla società: la formazione di nuovi nuclei familiari viene posticipata, la natalità subisce un crollo drastico e la mobilità sociale si riduce sensibilmente. Il dato Eurostat non è quindi solo una statistica demografica, ma l'indicatore di una fragilità strutturale di un Paese che non riesce più a garantire ai giovani le condizioni minime per costruirsi una vita indipendente, rendendo l'autonomia un lusso per pochi.


__________
Posted by :



Nessun commento:

Posta un commento

Puoi scrivere tutto quello che ti passa per la mente, ma usa un linguaggio corretto e non offendere nessuno.
Se non possiedi un profilo, puoi anche inviare un messaggio come "Anonimo", ma firma sempre col tuo nome.

I commenti inadeguati non saranno pubblicati, ma stai attento: il sistema registra SEMPRE il tuo indirizzo IP, perciò sei sempre riconoscibile!

thumbs

Dall'archivio di ClasseMista